#4 · Francesco

Li riconosci quelli come te, li riconosci da un’occhiata. E’ la luce che anima gli occhi a fare la differenza tra chi ce la fa e chi si ferma a volerlo.
Sono i gesti posati e i tatuaggi forti. Sono le parole educate e la risata spontanea che dipinge sempre quei tratti mai corrucciati nonostante la vita continui ad accadere.
Lui è Francesco, delle sue spalle ha fatto un’armatura.
Schermata 2018-06-06 alle 00.36.51
E’ successo in un giorno di ottobre. E’ successo che andando a lavorare, proprio in quel bar in cui le ore non passavano mai , ho incontrato un sorriso nuovo a darmi il benvenuto.  Pulito, consapevole, un sorriso diverso.  Il suo.
Ventiquattro anni e una vita che a volte lo ha colpito troppo forte. Ventiquattro anni e la forza di chi alla vita si attacca a morsi.
Era ottobre e, seduta al tavolino ordinai il mio solito.
“Un Rooibos, senza biscotti, per favore”. Mi prende in giro ancora oggi.
Quegli occhi curiosi a guardarti da dietro il bancone. Occhi di chi davanti ne ha avute talmente tante da non spaventarsi più; di chi, però, è riuscito a trattenere la semplicità e l’umiltà di chi ha la mente troppo avanti per fermarsi.
E sempre quel sorriso come se nulla potesse intaccarlo.
Schermata 2018-06-06 alle 00.13.12E’ stato un pomeriggio, è stato un caffè, sono state ore a parlare.
A raccontarsi, a progettare, a respirare la vita degli altri perchè la propria, a volte, fa troppo male. Tra anime rotte ci si protegge di più.
Perchè il dolore si infila tra le crepe della pelle, dei muscoli, delle ossa. Si insinua tra i pensieri e prova ad ucciderti, goccia dopo goccia.

Ventiquattro anni e tre aziende, tue, che non ci sono più. Ventiquattro anni e un soffio che porta via tutto. Porta via sogni, sicurezze, serenità.
Riuscireste mai a rialzarvi quando il vostro castello crolla senza chiedervi il permesso? Riuscireste a rialzarvi quando ogni mattone decide di portarvi a terra?
La vedi montare quella rabbia, mentre parla, che brucia tra lo sterno e i polmoni, la senti quando la voce trema ma l’orgoglio è più forte e non la fa cedere. Le sfiori quelle braccia che hanno sopportato pesi che un’anima da sola non può reggere.
Francesco è un’onda d’urto.

Schermata 2018-06-06 alle 00.33.44

Le mani che tremano, lo sguardo che ogni tanto scappa dagli altri.
E’ un problema avere gli occhi limpidi quando non sai mentire. Quando non sai proteggerti e distaccarti da chi non capisce che alla soglia dei venticinque anni, non sei necessariamente piccolo.
Mettersi in gioco a diciassette anni, mentre chi hai accanto sta pensando a cosa volere fare nella vita, è pazzia. Spiegare le ali quando non sai ancora volare è l’unico modo per afferrare i propri giorni e trasformarli in qualcosa che vale la pena raccontare.

Sei anni e poi il buio.  Schermata 2018-06-06 alle 00.51.43Poi un burrone in cui cadi senza che niente riesca a fermarti.
Ti graffi, ti tagli, rompi ogni pensiero che era rimasto intatto. Un castello caduto e un peso sulle spalle così pesante da far cedere le gambe, da bloccare il respiro, da farti pensare al peggio.
Eppure, di fronte a me ci sono degli occhi così affamati di vita da farti riflettere.
Quelle fossette che fanno capolino ogni volta che un sorriso sta per aprirsi, anche quando i tratti si induriscono per un pensiero che si è fermato in testa troppo a lungo.
Perchè ci lamentiamo così tanto per cose così stupide?

La percepisci quella forza inarrestabile, quella voglia di correre a perdifiato finché il traguardo ti è alle spalle. La vedi quella tenacia ferma e arrogante di chi non ammette un passo indietro. Incredibile come due mani e due occhi sappiano raccontarti più di mille parole mentre divorano la strada per rimettersi in piedi.
Quello sguardo che grida, che urla, che si aggrappa ad ogni sospiro di vittoria.

Mi fermo a guardarlo, ogni tanto, con la testa affollata.
Mi fermo a guardare me, terrorizzata dall’uscire dalla comfort zone. Cosa fa la paura quando non sai come bloccarla?
Respiro la sua vita come fosse mia, sperando che un po’ di quella forza rimanga in me.
Lo osservo, cercando di imparare che la vita è un gioco e solo se sei in grado di giocare puoi dire di aver vissuto sul serio. Cercando di imparare a mettere in asse le priorità e a respirare. Ecco, tu me lo hai insegnato.

Nella botte piccola c’è il vino buono, mi hai detto quella sera.
E avevi ragione, amore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...